Umberto Labozzetta (art promoter)

Ciemmedi assesta un altro colpo gobbo nella serie di interviste che in questo periodo stiamo pubblicando. Umberto Labozzetta è un mediano, lavora nel back stage....

........... sta nelle retrovie... Eppure, senza l'apporto strategico di aziende come la sua, difficilmente avremmo il piacere di vedere in classifica certi artisti. Intervistandolo ed approfondendo la sua conoscenza, ci siamo resi conto della rarità del personaggio. Business conciliato con una estrema sensibilità artistica hanno portato Umberto e la LabPromotion ad essere un'azienda leader..... leggete per credere!

Ciemmedi: caro Umberto, grazie innanzitutto per la tua disponibilità a scambiare quattro chiacchiere con noi. Come sempre, curioseremo un po' anche nella vita privata di chi intervistiamo, per cui... mettiti comodo!

Umberto: sono comodissimo grazie! Sono solo un po' preoccupato per le tue domande!!!!!

Ciemmedi: non ti preoccupare, non siamo cosi bastardi ....forse hehehe! Umberto, quali sono le tue origini lavorative? Come hai iniziato la tua carriera?

Umberto: behh!!! Qui perdiamo un sacco di tempo! Ti elenco solo le ultime cose. Arrivo dal turismo - per anni mi sono occupato di vacanze, giravo il mondo (che culo!) e mi pagavano anche! Poi ho incontrato Claudio Cecchetto ad Ibiza e, di lì a poco, ho iniziato a lavorare per Radio DeeJay, quasi 10 anni relazioni esterne e promozione... che figata! Ringrazio molto di questo anche Valerio Gallorini, l'allora A.D. Poi incontro Filippo Sugar (figlio di Caterina Caselli) ed inizio l'attività di promoter per conto dell'azienda Sugar; mi affidano subito un progetto molto importante, si chiamava Elisa...Se non ricordo male era il 1997. Di lì in avanti, solo promozione. Negli ultimi 3 anni ho "differenziato", occupandomi anche di attività promozionali per conto di alcune grosse aziende (mica vorrai che ne citi qualcuna?! Faremmo notte!)

Ciemmedi: sono ormai anni che lavori in questo settore; come sono cambiate le cose dai tuoi esordi professionali ad oggi?

Umberto: anni fa era quasi più semplice. Intendo dire che i parametri erano abbastanza standard, le persone che incontravi - ad esempio i programmatori radiofonici - avevano meno paura di osare e quindi erano veri e propri "ricercatori" di talenti. Oggi rischiano meno e si nascondono dietro quel famigerato music control, oppure dietro i dati d'ascolto dei vari editori... tutte balle! Però è anche vero che c'è molta più scelta e, nella maggior parte dei casi, il flusso musicale è più curato, le playlist sono molto rigide e, di conseguenza, gli speaker perdono di fatto la propria creatività... Per fortuna questo non è vero per tutti, ma per la maggior parte... sì.

Ciemmedi: l'azienda musica/dischi è in crisi, questo si sa. E' solo colpa della pirateria oppure ci sono altre concause che hanno portato a questa situazione di stallo, specie per le major, che si ripercuote negativamente sulle band emergenti?

Umberto: ecco, questa è una domanda da cifre da capogiro... non credo sia solo colpa della pirateria o delle major - certo, considerando le due realtà insieme, sì. Il problema è l'uso che la gente fa della musica oggi, che è cambiato: per assurdo si consuma di più, ma le aziende si limitano a sopravvivere, oppure licenziano... strano, no? E questo non è stato previsto da chi avrebbe dovuto farlo, quindi adesso paghiamo tutti. Sugli emergenti, però,  ultimamente qualcosa è stato fatto. L'ultimo progetto da me seguito in ordine di tempo si chiama Pier Cortese e credo che, nel pieno rispetto delle sue qualità artistiche, abbia avuto un'ottima presentazione mediatica dal mio lavoro... perciò ora sta a lui (e a chi gli sta dietro) dimostrare quanto vale!

Ciemmedi: qual è la tua opinione riguardo una corretta politica di sviluppo, anzi di risviluppo del music business, in questa fase di crisi che, da più di 5 anni ormai, grava in particolare sul settore vendite?

Umberto: credo di avere delle idee in proposito, ma se permetti non le espongo... ti dispiace? Preferirei tenerle per me, non si sa mai! Metti che qualche presidente di una major legga questa intervista e mi chiami!!!!!! Ahhha ahhha? :-)

Ciemmedi: normalmente, quali sono i parametri che usi per una tua personale valutazione su un progetto? Voglio dire, cos'è che di solito fa scattare in te l'interesse verso una band o un artista in particolare?

Umberto: non ci crederai ma la prima cosa che cerco di capire è il carattere: fondamentale se uno/a è convinto/a di avere a buone possibilità di riuscire anche senza il mio contributo. Poi, ovviamente, deve convincermi il prodotto, giacché è difficile che io lavori su cose che non mi trasmettono emozioni. Mi colpiscono a volte i testi, oppure l'arrangiamento; di meno la voce, anche se è importante.

Ciemmedi: suoni qualche strumento?

Umberto: mi sarebbe piaciuto molto suonare meglio la chitarra, che strimpello; da giovane la usavo nei villaggi per cuccare, però avrei voluto essere un ottimo chitarrista... Dai!, non farmi fare i nomi di quelli che mi piacciono!!

Ciemmedi: se tu avessi la possibilità di seguire 3 artisti, quali sceglieresti? Qual è il tuo dream team musicale?

Umberto: quelli che sto seguendo ora... tutti, senza distinzioni.

Ciemmedi: parliamo dell'inglese in Italia, nominando anche alcuni artisti: Elisa, che non canta in italiano (tranne qualche episodio) e che non fa dance come gli storici Gazebo, Sandy Marton, Spagna e, più recentemente, Alexia (recentemente "convertita" all'italiano). Per quale motivo, secondo te, in Italia si tende a non lavorare con progetti rock italiani anche nella lingua?

Umberto: la lingua facilita la comunicazione ed è più semplice farsi capire da tutti. Trovo però interessanti molto progetti fatti in Italia ma in lingua inglese, e non parlo solo della dance. Ad esempio Elisa, che citavi prima, e L'Aura: mi sembra che ce l'abbiano fatta!

Ciemmedi: andando un po' sul personale, cosa fa Umberto Labozzetta quando al venerdì sera torna a casa? Fai un lavoro che è di per sé una passione - sviluppi arte, sei concentrato sulla parte industriale dell'arte, mosso però da un'estrema passione per l'arte stessa e la musica; quest'occupazione così impegnativa ti lascia del tempo libero per occuparti di altre cose?

Umberto: sì: curo dei vigneti nella zona di Lison/Portogruaro (Venezia)... giuro che non è una balla!!!

ciemmedi: un'incursione nel familiare: sei sposato? Hai dei figli?

Umberto: sì, sono sposato con Bruna e abbiamo un figlio, Filippo; ha 9 anni, è il mio migliore amico...

Ciemmedi: che consigli daresti a tuo figlio, se un giorno volesse intraprendere anche lui la carriera artistica?

Umberto: non mi sono posto il problema. Se decidesse di intraprendere questa attività proverei a dargli dei consigli, ma senza condizionarlo.

Ciemmedi: dove vuole arrivare la LabPromotion? Rivelaci i tuoi obiettivi a breve, medio e lungo termine!

Umberto: questa è una bella domanda!, nel senso che l'obiettivo principale è, come sempre, migliorarsi! Il 2005 è stato, se così posso definirlo, l'anno della svolta: il vecchio socio è stato liquidato ed eliminate alcune situazioni interne - la cosa più importante era costruire uno staff capace di soddisfare le esigenze dei clienti ed ottenere il massimo dei risultati. Devo dire che, dopo una lunga ricerca, mi sembra di esserci riuscito: nella mia organizzazione oggi lavorano delle persone giovani ma dotate di grandi capacità - cito alcuni nomi: Sara e Susanna, responsabili promozione RadioTV; Chiara Masetti, webmaster; Antonio Milazzo, responsabile degli eventi e delle produzioni; Aurelia(mia sorella) in amministrazione; David Bonato, ufficio stampa; Irene Donati, servizi di store promotion. Una bella squadra, direi, motivata e capace. C'è inoltre la collaborazione con un paio di aziende esterne fornitrici di servizi audio e palchi. Questo per rispondere alla parte "a breve e a medio termine"; adesso sto preparando il "lungo"... nella prossima intervista te ne darò notizia!

Ciemmedi: indubbiamente siamo curiosissimi di conoscere la seconda parte relativa al lungo termine, per cui di sicuro riprenderemo la chiacchierata con te! Intervistare Umberto Labozzetta è per noi un vanto, considerato che la LabPromotion è una tra le più importanti imprese italiane nel settore dello sviluppo di progetti artistici. Lo sottolineiamo con forza perché è ormai chiaro che le dinamiche di mercato sono cambiate, e chi vuole intraprendere una carriera da artista deve rendersi conto che, lo diciamo a malincuore, l'industrializzazione del settore da parte delle major ha un po' snaturato quello che era il senso "primordiale" - rispetto ai lontani Anni '50, quando si mossero i primi passi, insomma, è sparita la poesia (riprendendo un'efficace considerazione di Giampaolo Rosselli della BMG Roma, un altro dei nostri intervistati). Aziende come la LabPromotion, se da un lato vivono di industria discografica, dall'altro rappresentano un'isola felice per chi, artista, intenda concentrarsi sulla propria arte ed espressività, lasciando a professionisti come Labozzetta  il compito di coordinare al meglio le sinergie del music business. Tutto ciò con l'indubbio vantaggio di evitare le massive e schiaccianti politiche di music business delle major internazionali. Umberto, grazie ancora e speriamo di riaverti presto on line con noi!

Umberto: grazie per le belle parole, spero di essere riuscito a non tediare i lettori di Ciemmedi... mi auguro di poter essere di nuovo tra i tuoi intervistati!

Ciemmedi: per chi volesse conoscere ancor meglio le varie attività della LabPromotion, il web ufficiale è www.labpromotion.com

 

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