Intervistare Gianluca Perdicaro per noi di Ciemmedi è un pochino come giocare in casa: difatti Gianluca fa parte di una delle nostre band di punta, gli Euston ( www.euston.it), ma soprattutto è un altro carissimo amico e compagno di viaggio in questo intricatissimo ed affascinante mondo del rock. Gianluca è un cantante romano professionista, e vanta un curriculum di tutto rispetto... che non vi sveliamo subito: lo scoprirete poco a poco durante quest'intervista. Buona lettura a tutti!
Ciemmedi: carissimo Gianluca, intanto un grande abbraccio!
Gianluca: che dire, un abbraccione gigante anche a voi!
Ciemmedi: ok, noi cerchiamo di fare finta di non sapere nulla di te anche se la realtà è un po' diversa...! Attraverso una serie di domande, in questa sorta di chiacchierata via pc, cercheremo di scoprire qualcosa in più di te, come persona e come artista... magari qualche dettaglio che nemmeno gli Euston conoscono! Innanzitutto vuoi dirci quanti anni hai?
Gianluca: 30 ancora per poco, ma solo per l'anagrafe: per gli amici molti di meno!
Ciemmedi: quando hai iniziato a cantare, come e soprattutto perché!
Gianluca: credo di avere iniziato nella culla o forse prima! Alla prima ecografia già mi si vedeva con un microfono in mano... no, scherzo... Ad 8 anni ho iniziato a studiare pianoforte e da lì non mi sono più fermato passando, a 12 anni, al canto e alla composizione e poi alla chitarra e oggi a tutto quello che mi permette di fare musica, comprese le gocce d'acqua che cadono da un rubinetto chiuso male! Gran bel ritmo!
Ciemmedi: parlaci della tua esperienza nel ruolo di Gringoire nel musical "Il Gobbo di Notre Dame" di Riccardo Cocciante. Cantare in un musical non è semplice, devi anche muoverti, recitare, correre, ballare...
Gianluca: muovertiI!!! Magari fosse solo quello!!! Lì è un massacro!, di corsa dall'inizio alla fine! Ho sofferto tantissimo ad allenare (con scarsi risultati?) il mio pigrissimo corpo... però che bello, poi, cantare e recitare davanti a così tante persone!
Ciemmedi: oltre a questa esperienza sappiamo che hai lavorato spesso in programmi televisivi di vario tipo. Puoi dirci quali e con che ruolo?
Gianluca: ho sempre cantato in qualità di vocalist all'interno della orchestra RAI o delle bands che di volta in volta venivano decise per i programmi. A volte si canta in studio e quindi non si appare in tv e di programmi così ne ho fatti diversi: dal vecchio "Estate" a "Luna Park", i vent'anni di Canale 5, fino a "Domenica In". A volte, invece, l'orchestra suona dal vivo e allora ci si diverte anche di più come in "Mille lire al mese" (vestiti con costumi d'epoca), "Amore mio... diciamo così" e altri ancora. Per 5 anni, poi, ho fatto "Carràmba che sorpresa" in studio con l'orchestra (ma non tra i Carràmba boys). Si tratta di un lavoro vario ed interessante e poi si ha la possibilità di cantare accompagnati da artisti grandissimi e musicisti importanti del panorama italiano e straniero
Ciemmedi: Gianluca, tu hai una intensa attività anche come insegnante - sappiamo che lavori in diverse scuole della capitale oltre che privatamente...
Gianluca: sì e dirlo oggi mi sembra davvero strano visto che a scuola gli insegnanti li odiavo! Nel canto, però, per fortuna è diverso, molto diverso! Veder crescere un artista di talento grazie al tuo aiuto è una soddisfazione grandissima; la cosa poi che mi piace di più è riuscire ad adattare il mio metodo d'insegnamento ad ogni diverso allievo, per farmi capire in un modo non standardizzato ma il più possibile vicino al suo mondo... e questo è bello davvero, perché mi permette anche di scoprirne il carattere e come questo influenza il suo modo di cantare perché, grande verità, SI CANTA COSI' COME SI E'!
Ciemmedi: sappiamo che sei un autore molto prolifico, scrivi parecchio e le cose che ci hai fatto ascoltare sono davvero ottime. Da cosa prendi spunto per comporre? Hai bisogno di essere in uno stato d'animo particolare oppure quando decidi di comporre sgorgano le idee?
Gianluca: in questo sono cambiato moltissimo, anzi non mi riconosco! Prima scrivevo in modo molto tecnico: una volta colta una piccola idea, cercavo di svilupparla come fosse un piano economico aziendale: "questo accordo lo metto qui che fa più effetto, questa melodia la stacco e la metto di là che suona meglio", eccetera eccetera, e poi il testo... un vero incubo! Lo studiavo come la Divina Commedia e, se non era perfetto, non lo approvavo mai! Insomma, ero un musicista "di testa". Ora è tutto diverso: quando mi metto a scrivere nemmeno me ne accorgo, devo semplicemente buttare fuori quello che ho dentro - che grida fortissimo - e tutto viene da sé, tanto che spesso non so nemmeno in che tonalità sto scrivendo un brano... cosa prima da me inammissibile e che ora invece è sintomo di totale abbandono alle mie emozioni.
Ciemmedi: solitamente da dove parti? Canto? Chitarra? Testo?
Gianluca: quasi sempre dalla melodia con l'aiuto del piano, della chitarra o solo della voce - anche se nelle mie ultime produzioni il testo è nato praticamente nello stesso momento.
Ciemmedi: spesso scrivi in inglese: perché?
Gianluca: semplicemente perché l'ho sempre fatto sin dalle mie prime canzoni, amo questa lingua perché mi permette di abbandonarmi al suono più facilmente dell'italiano, che spesso mi costringe a pensare un po' troppo. Devo dire però che ultimamente sto scrivendo molto anche in italiano.
Ciemmedi: cosa ne pensi del fatto che in Italia difficilmente ti tengono in considerazione se non canti madrelingua?
Gianluca: non lo condivido certamente perché credo che un artista debba potersi esprimere come meglio crede, fosse pure un cinese che canta in aramaico antico! Tra l'altro, in un Paese che compra e vende soprattutto musica straniera e che non produce praticamente nulla di musica propria (ovviamente mi riferisco alla discografia e distribuzione, perché di artisti in Italia ce ne sono molti e pure bravissimi), mi sembra davvero ipocrita! E oggi la scusa che la produzione, la creatività e il sound internazionale è molto al di sopra del nostro nemmeno regge più, visti i notevoli risultati di produzioni italiane in lingua inglese. Ma il fenomeno è vecchio, già succedeva lo stesso negli anni '70, ma almeno allora di musica italiana se ne produceva a vagonate!
Ciemmedi: oltre all'insegnamento ed allo scrivere, cosa stai facendo in questo periodo?
Gianluca: sto crescendo!
Ciemmedi: la situazione economica in Italia non è rosea e questo si ripercuote inevitabilmente sul nostro settore. Hai qualche idea nel cassetto per migliorarla?
Gianluca: mi chiamo per caso Leonardo Da Vinci?! o Gesù?! Perché ci vorrebbe un genio od un miracolo!, e in entrambi i casi avete di fronte la persona sbagliata! Però qualcosina la penso: chiudiamo il Festival di Sanremo (e buttiamo via la chiave) e torniamo a fare concerti gratuiti nelle piazze dei paesi in modo itinerante. Ma non cantando la samba (anche questi spettacolini, chiudiamoli e buttiamo via la chiave per favore..)!, piuttosto proponendo artisti nuovi, quelli "sconosciuti" che magari sono famosi solo a casa loro, quelli che sono al "margine" (poi al margine di cosa? Al margine del cervello piccolo dei discografici? Quello si che è un bel margine...) con amplificazioni e palchi adeguati (che non servono più milioni di euro per allestirli!), dove si possa rieducare la gente alla musica live suonata davvero, al sudore del palco, alla voglia vera che scorre nelle vene, ai rumori di scena del microfono che fischia nelle casse... a quella magica emozione che ti resta nelle orecchie a fine concerto e ti ronza ancora quando sei a casa, nel letto, e cerchi di dormire... E questi ingegneri del commercio discografico: che alzino, scusate il termine, il culo e vengano a sentire l'effetto vero che fanno dal vivo un gruppo e un cantante, e che si parta da lì per decidere se vale o no la pena produrlo! (SCUSATE L'INFERVORO)
Ciemmedi: finalmente qualcuno senza peli sulla lingua! Che progetti hai per il futuro?
Gianluca: grandi, perché non amo pensare in piccolo.
Ciemmedi: questa è una delle classiche domande che facciamo a tutti: se non sei occupato con la musica, che fai?
Gianluca: un sacco di cose... non ho interessi fissi e costanti ma ho interesse ad essere sempre interessato.
Ciemmedi: quando vai a sentire una band dal vivo, fai lo sforzo di ascoltarla da spettatore oppure approcci sempre con un orecchio critico da musicista?
Gianluca: questo è un problema, il mio orecchio vuole spesso fare il saputello ma mi sforzo il più possibile di ascoltare col cuore e con lo stomaco.
Ciemmedi: tu sei un insegnante, ma la tua tecnica da dove arriva? Hai studiato anche tu con qualcuno?
Gianluca: ovviamente si. Ho studiato con il grande Tommaso Monaco, che mi ha svelato i molti misteri del canto, ma continuo a studiare ancora per conto mio ed ogni giorni imparo - dal palco, dai miei colleghi, dagli amici e dalla vita in genere. La voce è uno strumento che cresce con te e che quindi si modifica nel tempo come fosse il tuo viso.
Ciemmedi: quali sono i tuoi punti di riferimento come cantanti?
gianluca: non ne ho mai avuti, tanto che mi sono sempre posto il problema se fosse possibile per un cantante! Stimo molto Bono Vox, che sento forse più vicino di altri artisti.
Ciemmedi: tra i tuoi progetti futuri, dato che hai cantato in un musical così importante, c'è qualche altra partecipazione del genere?
Gianluca: in realtà sto scrivendo un musical a quattro mani con Serena Ottaviani, una grande cantante e collega dalla creatività, passione artistica e genio senza fondo! Sarà un adattamento musicale di un film molto noto, pieno di intense emozioni e molto significativo. Verrà messo in scena dalla "Compagnia del Muretto" di Roma diretta dal regista Tonino Bottiglieri, che sarà il nostro più prezioso collaboratore. Con le musiche e testi siamo in fase avanzata ed è davvero emozionante veder crescere piano piano questo progetto al quale teniamo davvero molto.
Ciemmedi: ok, e adesso una serie di domandine giusto per conoscere il Gianluca persona. Se tu non facessi il cantante, che mestiere faresti?
Gianluca: risponderei il fioraio... ma ho paura che tu possa mandarmi in visita dallo psicanalista per questo?!
Ciemmedi: canti molto rock, sei rock, lo si vede, ma ascolti anche altro?
Gianluca: ascolto tutto, davvero tutto, ma di sicuro ci sono un sacco di cose che non conosco.
Ciemmedi: con chi ti piacerebbe lavorare in futuro? Elencaci il tuo dream team, basso batteria tastiere e chitarra!
Gianluca: al basso Juan Nelson (Ben Harper), alla batteria Taylor Hawkins (Alanis M./FooFighters), al piano Herbie Hancock e alla chitarra il mio amico e arrangiatore Daniele Fiaschi, perché è geniale e perché sennò non mi sentirei a casa.
Ciemmedi: ok Gianluca, una gran bella intervista, dobbiamo dirlo, con una persona un po' speciale per noi. Gianluca Perdicaro avrà presto un suo web ufficiale; nel frattempo, se volete sentirlo cantare, trovate dei demo sui siti www.euston.it e www.originalst.com Gianluca, grazie infinite e... che dire? Speriamo davvero di vederti presto on stage !
Gianluca: io ci sarò!