Ana Laura Ribas (show girl - cantante)

Ciemmedi è una realtà attenta, pronta a strappare interviste ai personaggi più popolari del momento. È per questo che noi della (mitica) Redazione non ci siamo lasciati scappare l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con una showgirl e cantante sudamericana......

 .........molto amata in Italia, in procinto di affacciarsi sulla scena musicale con un album nuovo di zecca. Al timone di un programma televisivo diverso dal solito reality show, direttamente dalla Limousine arriva per i nostri lettori... Ana Laura Ribas!

Ciemmedi: ciao Ana Laura e grazie in anticipo del tempo che vorrai dedicarci! Come diciamo a tutti i nostri ospiti, le nostre interviste spaziano sì sul tecnico, ma anche sul personale; tutto ciò al fine di presentare il personaggio anche dal lato umano, che spesso non si prende in considerazione per privilegiare quello artistico o di spettacolo in genere. Cominciamo la nostra raffica di domande con un... come stai?

Ana Laura: sto molto bene, grazie. È un bel momento sotto tutti i punti di vista, psicologico e lavorativo... sono sempre di corsa ma sono anche sempre serena. Certo, mi capita anche qualche giornata "no", quando mettere un po' di broncio è normale, ma il mio carattere mi spinge alla felicità sempre e comunque.

Ciemmedi: partiamo dai tuoi esordi... anzi, dalle tue origini: il Brasile. Terra di musica, di ballo e di colori sgargianti; terra di mare e di montagne, ma anche terra di contraddizioni e di povertà. Parlaci un po' del tuo Brasile e raccontaci come mai hai scelto proprio l'Italia come Paese di adozione!

Ana Laura: trasferirmi in Italia non è stata una scelta premeditata. Sono arrivata qui nel 1989 grazie al mio lavoro di modella e ho continuato a prolungare il soggiorno per portare a termine tutti gli impegni di lavoro; dalle campagne pubblicitarie sono passata al piccolo schermo e... ci sono rimasta! L'Italia mi piace, qui sono cresciuta e maturata, ho sviluppato quello che mi piace definire il mio istinto italiano; questo non significa che mi sia dimenticata del Brasile!, anzi! E' il mio Paese e sono stata bene anche là! A questo proposito c'è da dire che spesso ci si dimentica che è uno Stato che non ha il passato storico che vantano gli Stati europei, è giovane sia dal punto di vista politico che economico ed è anche molto popoloso: 170.000.000 milioni di abitanti non sono facili da gestire! La povertà esiste ovunque, in Brasile come in Italia, e ovunque è difficile da sradicare; le favelas e i meninhos de rua sono brutte realtà di cui tutti hanno sentito parlare, ma ripeto: la povertà è di casa in ogni Paese... non è che se vai a Porto Cervo (tanto per citare una delle località preferite dai vip!) incontri solo persone ricche! Un dettaglio che sottolineo volentieri è che noi brasiliani siamo tutti accomunati dalla propensione al sorriso, al divertimento: in un certo senso, quando c'è musica e allegria siamo tutti uguali, non c'è distinzione fra il presidente e l'operaio. Un dettaglio che mi ha sempre fatto riflettere, a proposito di questa sorta di uguaglianza "totale", è il fatto che in Brasile sia molto comune un tipo di sandalo a infradito... be', queste scarpe, le cosiddette "hawaianas", sono ai piedi di tutti, le calzano i ragazzini come i politici; mi sembra un esempio simpatico per descrivere almeno un aspetto della filosofia di vita dei brasiliani.

Ciemmedi: nel tuo curriculum brillano molte esperienze degne di nota: sei stata modella, hai affiancato grandi personaggi televisivi italiani in trasmissioni di successo, hai partecipato ad un reality show tutt'ora molto seguito (e discusso!), sei un'affermata conduttrice. Ti mancava solo il canto... ed è arrivato anche quello! Parlaci di questa ennesima avventura nel mondo dello spettacolo: quando e come è nata la voglia di "rinascere" cantante?

Ana Laura: è colpa mia se so far tutto?! ;-) Be', mi capita di affermare che so fare tutto, ma specifico: non tutto alla perfezione! Per me è molto importante collezionare esperienze sempre diverse, mi accosto con entusiasmo alle novità. Mi piace interpretare i pezzi che canto, ma non mi considero una cantante di mestiere. Fra poco inciderò anche la cover di una canzone brasiliana che ha riscosso grande successo negli anni Settanta, perché amo la musica, amo stupire le persone reinventandomi ogni volta in maniera diversa: mi diverte farlo, mi dà allegria. Cantare è senz'altro un'esperienza significativa, mi regala molte soddisfazioni.

Ciemmedi: sulla scena dimostri gran disinvoltura, a prescindere dal ruolo. Credi che questo sentirti a tuo agio nei panni di modella come in quelli di artista dipenda solo dal carattere e dalla capacità di adattamento oppure, a monte, c'è anche un grande lavoro su te stessa?

Ana Laura: diciamo che sono nata con il carattere giusto! Poi, se guardiamo ai miei esordi, c'è anche tanta gavetta e molte esperienze rilevanti, che hanno contribuito a costruire quel bel palazzo che è la mia vita professionale e privata. Ho avuto la fortuna di lavorare con i mostri sacri della televisione italiana (Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Iva Zanicchi, solo per citarne qualcuno): con loro e da loro ho imparato moltissimo. Tant'è che adesso, quando entro in uno studio televisivo, mi sento a mio agio perché ne capisco ogni dettaglio - dal trucco alle luci, passando per la sceneggiatura e la colonna sonora. Certo, essere artista non è facile né immediato, soprattutto oggi che la televisione ospita molti personaggi (e sottolineo: personaggi!)... gli artisti veri sono meno del 50% della gente che si vede ogni giorno sullo schermo. Ci sono tante persone che vivono di rendita, magari sfruttando il successo di un programma o di un film che però hanno realizzato secoli fa! Al giorno d'oggi qualcuno può permettersi di vivere delle cosiddette "ospitate" nei vari salotti televisivi pur non avendo più fatto niente di nuovo: la cosa mi fa sorridere.

Ciemmedi: è noto che non ci si improvvisa cantanti o artisti da un giorno all'altro; vuoi parlarci di come ti sei preparata per intraprendere al meglio l'avventura canora e preparare Boogie Oogie Oogie? Nel tuo passato ci sono studi musicali?

Ana Laura: no, non ho studiato musica. Non sono stonata e voglio specificare che canto sempre con il sorriso sulle labbra: ascoltandomi attentamente è impossibile non accorgersene!, credo sia una dote molto positiva. Poi vi confesso che mi emoziona tantissimo ascoltare il pezzo pronto, alla fine del lavoro di mixaggio; dal momento in cui mi consegnano il cd con la versione definitiva, cerco di ascoltarlo il prima possibile. Devo anche dire che ho registrato in un meraviglioso studio immerso nella campagna toscana, a San Gimignano. Quando mi sentivo nervosa, mi bastava uscire e dare uno sguardo al panorama: splendido!, mi rilassavo all'istante! Il tempo di una sigaretta ed ero di nuovo tranquilla e pronta per rimettermi a lavorare di lena.

Ciemmedi: che sonorità hanno i tuoi pezzi? Fa' una recensione in anteprima per Ciemmedi! C'è qualche cantante in particolare che ti piace e al cui stile ti ispiri?

Ana Laura: mi piacciono le sonorità pop, quelle della musica anni '70/'80, per intenderci. È la musica che preferisco in assoluto, la adoro perché mi sembra più vera di quella in voga adesso e perché riesci ad individuare a colpo sicuro le voci dei vari strumenti, non c'è tutta quell'elettronica, tutto quel carico di tecnologia di cui si fa largo uso in questi ultimi anni. Certo, la produzione musicale contemporanea è gradevole, non lo nego, ma non mi regala le stesse emozioni di quella vecchia! Riguardo al mio stile personale, confesso di non ispirarmi a nessuno; lo ribadisco, a me interessa interpretare le canzoni e, di conseguenza, renderle mie. Però ci sono parecchi cantanti che mi piacciono e che ascolto: prima fra tutte Laura Pausini, che letteralmente amo; e poi Vasco, Zucchero, Ramazzotti, Robbie Williams, Donna Summer, Gwen Stefani... e molti altri ancora.

Ciemmedi: continuando a parlare del tuo disco, ti sei cimentata anche tu nella scrittura dei pezzi?

Ana Laura: mi piace provare a fare tante cose diverse. I miei produttori, Calvetti e Coveri, hanno creduto nelle mie capacità e mi hanno dato la possibilità di esprimermi musicalmente... certo, ho dovuto insistere un po' per avere carta bianca ma, con il carattere forte che mi ritrovo, busso alle porte finché non mi vengono aperte... ed infatti! Il nuovo non mi spaventa, anzi, stuzzica la mia curiosità e la mia voglia di tuffarmi in ambiti che non ho ancora esplorato... e chissà che prima o poi non mi metta a scrivere anch'io! Intanto ho già all'attivo un'esperienza da paroliere: la traduzione di Boogie Oogie Oogie non suonava troppo bene e allora ho riscritto il testo di mio pugno, inventandomi una storiella da mettere in musica. Mi sono resa conto che la cosa è tutt'altro che semplice, ho passato una giornata intera chiusa in casa, in pigiama, a spremermi le meningi... ma l'impegno ha dato i suoi frutti, e poi mi sono anche divertita.

Ciemmedi: di solito, dopo la realizzazione di un disco, si parte per la tournée... che cosa ci racconti, in merito?

Ana Laura: dalunedì 14 novembre il mio pezzo Enrosca è in programmazione in radio, se riscuoterà un buon successo ne sarò felice ma... niente tour! Al massimo mi piacerebbe proporlo nelle piazze, ma ripeto: non mi considero una cantante a tutti gli effetti. Il progetto musica mi piace, mi soddisfa e ci credo immensamente, però non ho in mente una tournée. Anche perché al momento sono super impegnata nella preparazione di Limousine, il programma che condurrò su Rai Due dal prossimo gennaio. E poi c'è un altro progetto a cui sto lavorando sodo e che mi sta molto a cuore, un evento web che si concretizzerà a breve (non so ancora con esattezza la data) sul sito www.primaditutti.com ... invito tutti gli amici di Ciemmedi a dargli un'occhiata! Racconta la storia dello spogliarello, dalla danza di Salomè ai giorni nostri! Specifico subito che non c'è nulla di volgare, non è l'ennesimo contributo alla miriade di siti osceni in rete, tutto è presentato in modo soft e curato. Io avrò un ruolo molto particolare: sarò la prima donna ad esibirsi in uno strip on line, in diretta web... e non ditemi che non è un'iniziativa originale!

Ciemmedi: cambiamo argomento! Il modo di fare televisione, oggi, è molto diverso da quello che hai affrontato al tuo debutto sulla scena italiana. Il piccolo schermo pullula di personaggi quanto meno discutibili a livello artistico, che spesso hanno raggiunto la popolarità grazie alla partecipazione a determinati programmi televisivi (i reality show e certe trasmissioni pomeridiane, ad esempio) ma che non fanno nulla di concreto per farsi ricordare. Cosa pensi della televisione contemporanea e che opinione hai dei tanti signor nessuno che si improvvisano opinionisti e alle cui farneticazioni viene anche dato peso [fin troppo, talvolta!]?

Ana Laura: be', quando ho iniziato io, fare televisione era difficile, si puntava alla qualità e sulle capacità: se eri capace di stare davanti alle telecamere... buon per te, altrimenti venivi congedato senza troppi giri di parole. Secondo me si dovrà ritornare a ragionare in questi termini per raggiungere di nuovo degli standard qualitativi di un certo livello; la programmazione degli ultimi anni mi fa sorridere, ma sono fermamente convinta che si tratti di un fenomeno temporaneo indirizzato verso una necessaria trasformazione.

Ciemmedi: svelaci un tuo pregio... e anche un tuo difetto!

Ana Laura: è senza dubbio un pregio la mia predisposizione caratteriale alla felicità ed alla serenità; credo dipenda molto dal fatto di poter contare su una bella famiglia come la mia, sull'affetto, sulla salute, sul lavoro appagante, sui buoni amici... insomma, posso proprio asserire che non mi manca niente! E il difetto... be', ce ne sarebbero tanti!! Allora vi svelo è il peggiore: mi commuovo troppo e con facilità, basta poco per farmi piangere. Mi sono accorta che, talvolta, l'emotività mi fa un po' perdere il controllo di me stessa.

Ciemmedi: che importanza ha la musica nella tua giornata? Sei anche tu una di quelle persone che arriva a casa e accende lo stereo e che non guiderebbe senza autoradio?

Ana Laura: mia madre mi ha allevata praticamente a suon di musica. Ricordo il suo giradischi, restava acceso tutto il giorno; la cosa mi è restata impressa, tant'è che la mattina, appena alzata, accendo immediatamente lo stereo. Ascolto più o meno tutti i tipi di musica, compresa la classica e la lirica (devo dire che apprezzo molto Luciano Pavarotti).

Ciemmedi: e adesso una domanda classica: quali sono le tue aspirazioni per il futuro? Qual è il prossimo progetto che realizzerai?

Ana Laura: vivo alla giornata. I progetti mi piovono addosso, ricevo molte proposte: pertanto ho la possibilità di scegliere e lavorare solo per ciò in cui credo. E sono una persona che persegue i propri obbiettivi mettendoci il cuore e senza risparmiarsi, impiegando tutte le forze e le risorse a disposizione.

Ciemmedi: basta con le domande!, l'interrogatorio è terminato! Ringraziamo di cuore Ana Laura, donna di spettacolo a tutto tondo, solare, simpatica e... paziente! Ci auguriamo di avere di nuovo la possibilità di intervistarla, magari per raccogliere le sue impressioni sull'esperienza di cantante che si accinge a fare; in attesa di incontrarla ancora, le dedichiamo il nostro affettuoso in bocca al lupo e la abbracciamo forte!

Ana Laura: grazie mille! Un abbraccio a tutta la Redazione e a presto!

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