Ancora una volta siamo certi di proporvi una lettura di sicuro interesse, che vi invoglierà a scoprire la voce e il talento della nostra ospite. E adesso... sotto con le domande!
Ciemmedi: ciao Sara, come di rito ti avvertiamo che le interviste del nostro magazine non sono "normali"... ci piace chiacchierare con gli artisti in modo discorsivo e far loro delle domande che li facciano conoscere meglio dal punto di vista umano, oltre che artistico. Il preambolo per avvertirti che non potrai sottrarti alla tradizione! Allora, prima di tutto, come stai?
Sara: ciao, sto beniiiiiiiiiiissimo, direi... è un bel periodo, pieno di impegni, ma sono molto entusiasta... anche di questa intervista, vi ringrazio di avere pensato a me!
Ciemmedi: come ci si sente a far parte della "scuderia" di LabPromotion, una realtà che lavora con artisti del calibro di Marina Rei, Gianluca Grignani, Antonello Venditti e altri nomi di spicco del panorama musicale nazionale?
Sara: posso solo dire che avere l'appoggio di professionisti così quotati nel settore mi dà una carica positiva; mi sento fortunata perché so di avere scelto il meglio. Mi fido molto di Umberto Labozzetta e del suo staff e loro contraccambiano la fiducia nel mio progetto... e poi sono tutti molto disponibili e simpatici... vero Umberto?!?
Ciemmedi: una delle cose che colpiscono subito di te è la tua giovane età. Il mondo è pieno di gruppi validi, di cantanti validi, di strumentisti validi... eppure in pochi riescono a raggiungere l'obiettivo che ti sei prefissa e su cui stai lavorando. Quale pensi che sia quell'"in più" che la tua musica possiede e che ha sollevato l'interesse nei tuoi produttori?
Sara: al di là della musica e delle doti artistiche, ovviamente necessarie per riuscire in questo campo, sono convinta che i miei produttori e collaboratori siano rimasti "vittime" del mix di personalità che mi contraddistingue. Al primo impatto aggredisco chi mi sta vicino con la mia determinazione e la mia grinta, ma poi esce il mio lato fragile, le paure e la dolcezza. Così sono io e così sono le mie canzoni. Su un palco ho una marcia in più.
Ciemmedi: parlaci un po' dei tuoi esordi! Sappiamo che la musica ha giocato da subito un ruolo importante nella tua vita, influenzando anche i tuoi studi. Ritieni che il percorso universitario che ti ha portata a conseguire, lo scorso anno, la laurea in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo ti abbia anche fornito gli strumenti per guardare alla musica in modo diverso?
Sara: da bambina cercavo tutte le occasioni per mettermi in mostra e sfruttavo ogni possibilità per cantare... recite, cori, gruppetti... fino ai concorsi nazionali e al mio progetto odierno. Ho scelto di approfondire la mia conoscenza del mondo dello show business laureandomi presso una facoltà che mi ha permesso di conoscere anche altre materie (come teatro, cinema, televisione...), per poi finire con l'indirizzo musicale. Anche la mia tesi di laurea riguardava un'opera del Settecento veneziano. Tutto ciò mi è servito per capire i veri meccanismi che muovono questo settore e l'importanza della musica come strumento di comunicazione, oggi come ieri. Cos'avrei dovuto fare, la ragioniera? In economia aziendale avevo 3........
Ciemmedi: parlaci adesso di Lasciami, il singolo che dal 14 ottobre possiamo ascoltare in radio. Com'è nata questa canzone, che tu stessa definisci "un pezzo da me molto sentito"?
Sara: Lasciami è il frutto di un lungo lavoro, della collaborazione con dei veri e propri artisti, non solo musicisti. Nasce dall'esigenza di assemblare la canzone giusta per me stessa. E' vero, la sento molto... ma perché? Perché è il punto di incontro/scontro delle sfaccettature contrastanti del mio carattere, di cui vi parlavo prima. Lasciami dice: perché mi tratti così, lo sai che ti voglio però non esisti solo tu... ricordatelo!
Ciemmedi: nel comunicato stampa, diffuso da LabPromotion, ti si descrive come un'anima rock. Tuttavia, tra le tue artiste preferite, citi Antonella Ruggiero, Fiorella Mannoia e Giorgia... interpreti meravigliose che però, con la musica "dura", non hanno molto a che fare. Che definizione daresti, a questo punto, della tua personalità musicale?
Sara: vesto rock, parlo rock, vivo rock e canto... rock! Devo pur sbollire un po' di tensione... e allora ascolto musica più tranquilla, tutto qua! La musica mi aiuta a pensare, gestisce i miei umori... meglio che ascolti qualcosa di soft, sennò vi farei impazzire. Comunque credo che da qualsiasi genere musicale si possano trarre degli insegnamenti ed è ciò che tento di fare. Vorrei una carriera come quella della Ruggiero cantando come Vasco Rossi!!!
Ciemmedi: si sa che è facile cantare come questo o quel cantante; il difficile è trovare uno stile proprio, il cui ascolto riconduca immediatamente all'artista che lo ha "inventato". La ricerca è tutt'altro che semplice: tu a che punto sei?
Sara: io sono io! Questo è il mio punto di partenza! Non mi sento simile a nessuno. Ogni giorno studio e lavoro sodo per migliorarmi il più possibile e così scopro anche delle capacità nuove che non sapevo di avere. Magari si arrivasse alla perfezione....
Ciemmedi: in questo periodo sei impegnata in un piccolo tour che ti sta portando nelle piazze e nei locali della tua regione, il Veneto; qual è la scaletta-tipo che proponi al tuo pubblico? Già che ci siamo, perché non presenti agli amici di Ciemmedi i musicisti che ti accompagnano in questa avventura?
Sara: al basso Stefano Antonello, alla batteria Giancarlo Zatti, alla chitarra solista Matteo Franco, all seconda chitarra Riccardo Buson e alla voce... io, Sara! Questa è la presentazione che faccio ai nostri concerti. Il gruppo si chiama 360° - Just For Fun, io ci sono entrata da poco ma loro suonano insieme da anni (hanno partecipato anche a Sanremo Rock). La nostra scaletta varia ma è sempre composta da canzoni energiche (la noia non ci appartiene): Van Halen, Toto, Blondie, Anouk, No Doubt, U2 and much more! A proposito: vi aspetto il 2 dicembre al Ricki's Pub di Villa del Conte (Padova).
Ciemmedi: con la collaborazione del produttore artistico napoletano Marco Cimmino, hai da poco inciso un demo che contiene quattro pezzi tuoi e una cover (possiamo chiederti quale?). In che circostanze hai conosciuto Cimmino?
Sara: Marco... è stato subito amore! L'ho incontrato nel 2004 al Festivalshow di Radio Birikina, eravamo entrambi tra i concorrenti al concorso, ci siamo visti, ci siamo corsi incontro e... abbiamo deciso all'istante che il nostro sarebbe stato un grande... sodalizio artistico. Lui mi ha proposto di lavorare assieme perché l'avevo colpito e a me è piaciuto il suo modo di proporsi. Abbiamo inciso quel demo che contiene anche la cover della canzone di Gianna Nannini Profumo, un pezzo sensualissimo.
Ciemmedi: farsi strada nel difficile mondo della musica è un sogno inseguito da molti; che consigli daresti alle persone che, come te, vorrebbero sfondare in questo ambito ma non hanno ancora in contatti importanti su cui, invece, tu puoi già contare?
Sara: se si può dire, ci vogliono grandi palle sotto. Le porte in faccia? Fanno più bene che male! Lavora su di te se sei artista e poi abbi fede.
Ciemmedi: nel tuo avvicinarti da subito alla musica, tuo nonno - fisarmonicista di professione - ha giocato un ruolo fondamentale. Nella tua famiglia c'è qualche altro musicista? Raccontaci qualcosa dell'ambiente in cui sei cresciuta... dei primi dischi che hai ascoltato... della prima volta che, cantando, hai sentito quell'emozione particolare che ti ha fatto in seguito decidere quale sarebbe stato il tuo futuro...
Sara: dedicherò tutta la mia fortuna artistica a mio nonno, che è scomparso da poco... è stato uno dei primi a sostenermi e gli devo molto. Poi c'è mia sorella Silvia, che ha provato a suonare la chitarra; c'è papà che canticchia bene e c'è mamma che non canticchia per niente bene. Sono solo io la pazza, la ribelle di famiglia... ma i miei mi aiutano ad esserlo... Non ci crederete se vi racconto il primo brivido da esibizione: avevo quattro anni, ero la più piccola di tutti e avevo il ruolo dell'arcangelo Gabriele nella recita della scuola; cantai l'annunciazione davanti a tutto il paese riunito. Non mi sono mai sentita meglio se non con tutti quegli occhi puntati su di me. Poi, con gli anni, è maturata la consapevolezza di ciò che volevo fare. Ogni volta che rivedo il video di quel giorno mi scendono le lacrime...
Ciemmedi: la prossima è una domanda delicata che facciamo a tutti i nostri intervistati; riguarda la situazione musicale odierna in Italia. La depressione economica degli ultimi anni, è quasi superfluo ricordarlo, non ha risparmiato il cosiddetto music business, con pesanti conseguenze soprattutto per gli artisti emergenti; le case discorgrafiche non investono più molti fondi sulle novità, mentre la pirateria e i fenomeni ad essa correlati fanno traballare il settore vendite ogni giorno di più. Tali prospettive - tutt'altro che promettenti - ti hanno mai fatta sentire un po'... in crisi nella tua decisione di lavorare con la musica? E qual è la tua opinione riguardo il modo in cui l'arte - senza distinzioni settoriali - è gestita nel nostro Paese?
Sara: non mi sento di rispondere appieno a questa domanda perché non ho le conoscenze professionali adatte per farlo. Posso dire che non mi sono mai posta quel limite e che, se riuscissi a vendere i miei dischi, sarei felice. Vedremo.
Ciemmedi: una piccola incursione nel personale... qual è l'ultimo cd che hai acquistato e quale il libro che, adesso, stai leggendo?
Sara: l'ultimo cd è quello dei Negramaro e l'ultimo libro Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire (chi l'ha letto sa che è rock). Vorrei comprare Cime Tempestose, ne ho letto un pezzetto e mi ha incuriosita.
Ciemmedi: nella realtà televisiva degli ultimi anni furoreggiano le "trasmissioni-accademia", quei programmi in cui si pretende di formare degli artisti a tutto tondo - per carità!, anche con l'impiego di docenti idonei e competenti! Certo, la partecipazione a simili show garantisce visibilità e popolarità nel breve termine... ma poi? Vorremmo conoscere le tue idee a riguardo: credi che sia davvero necessaria una scuola televisiva per affinare le proprie qualità e perfezionarsi, o ritieni pouttosto che l'importante sia studiare, con costanza e con insegnanti qualificati?
Sara: ovvio che si deve studiare, in tutte le cose della vita bisogna essere preparati... anche se magari sarebbe più comodo non averne bisogno, di tanto studio! Ora vi stupirò: ho fatto anch'io i provini per quelle trasmissioni... per fortuna non li ho passati. Io voglio cantare, non fare la "microfonina" nelle trasmissioni della domenica!
Ciemmedi: siamo arrivati all'ultima domanda... e vogliamo dare spazio ai tuoi sogni! Ti chiediamo perciò di rivelarci le tue aspettative per il futuro e di "mettere su" un dream team di musicisti con cui ti piacerebbe andare in tournée... puoi fare tutti i nomi che vuoi, da Eddie Van Halen e Er Piotta!
Sara: vorrei tutto il team di Vasco, con Alex Britti alla chitarra, io al basso (non l'ho detto prima ma sto prendendo lezioni per imparare a suonarlo) e delle coriste d'eccezione come Lauren Hill e Kelis. Può andare?! Direi che, per adesso, mi piacerebbe molto salire in macchina, accendere l'autoradio e sentire Lasciami... magari su tutte le emittenti! Un po' alla volta vorrei riuscire a riempire gli stadi! Che pretese!!! Si chiamano sogni proprio per questo, ma io sto già facendo il mio primo passo!
Ciemmedi: bene, Sara, la nostra "torchiatura" è finita...! Ti ringraziamo molto per la tua disponibilità e ti dedichiamo un immenso in bocca al lupo per la tua carriera e perché tu possa realizzare tutti i tuoi sogni! Speriamo di avere altre occasioni per chiacchierare assieme... magari in occasione dell'incisione del tuo primo lavoro discografico... chissà! Un abbraccio forte da tutta la Redazione e alla prossima!