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..................... del personaggio che stiamo per andare a conoscere, vuoi anche per il fatto che oggi abbiamo a che fare con uno dei più importanti esponenti dello strumento che suona a livello modiale! Marco Minnemann è uno dei più quotati virtuosi della batteria, suona e si esibisce in tutta Europa ed in giro per il mondo ai massimi livelli da un sacco di anni, il che diventa ancora più incredibile se si considera che è ancora giovane!
Ciemmedi: ciao caro Marco, intanto grazie per aver accettato la nostra intervista. Non mi piace mettere troppi ricordi personali nelle interviste che facciamo, però ricordo ancora come fosse ieri quando, nel 2001, ci incontrammo per la prima volta e tu mi dedicasti una clinic personale per una serata intera presso gli studios degli Hblockx a Bochum. Quello che mi colpì di te fu la spontaneità con cui ti presentasti, la stessa che ho visto poi durante una tua clinic ufficiale al Disma Show di Rimini nel 2004. Cominciamo dalle tue origini: quando e dove sei nato?
Marco: grazie, è un vero piacere parlare con voi. Sono nato ad Hannover, Germania, il 24 dicembre 1970 ed ho vissuto là per 20 anni. Poi mi sono trasferito a Monaco, infine a Muenster. Oggi vivo tra Londra, Los Angeles e Muenster.
Ciemmedi:come e quando e soprattutto perché hai iniziato a suonare la batteria?
Marco: i miei genitori hanno sempre ascoltato musica... soprattutto rock. Il mio primo disco è stato News of the World dei Queen e poi mio padre mi ha fatto ascoltare anche i Jethro Tull ed i Led Zeppelin. A sei anni ho cominciato a prendere lezioni di organo, sono passato alla chitarra - che suono tutt'ora - e verso gli undici anni mi sono avvicinato alla batteria. I miei genitori me ne hanno regalata una... e quando ho fatto la mia prima rullata, ho capito subito che la passione sarebbe andata avanti :-)
Ciemmedi: questa è una domanda obbligatoria: a chi ti sei ispirato? Hai un drumming di una varietà vastissima, colorato e pieno di energia, ti si darebbe del batterista hard rock ma poi, qualche secondo dopo, giri i tempi, inverti ed applichi fills che spiazzano in quanto a potenza sull'esecuzione ed alla precisione. Sia suonando piano che forte! Ma te li sogni di notte?!
Marco: oh, grazie per le belle parole. Credo che ognuno possieda un proprio battito... e non puoi cambiarlo. In questo modo si esprime liberamente a qualsiasi livello, dinamico o musicale che sia. Sai che ho sempre voluto suonare con grande passione la musica che amo. Sono stato influenzato dai Led Zeppelin, dai Queen, dai Police e, naturalmente, da Frank Zappa. Anche Buddy Rich ha avuto grande impatto su di me. Negli anni '80 ascoltavo parecchio anche i GRP Fusion e Chick Corea, ma se vogliamo essere sinceri... preferivo i gruppi che ho citato prima. Mi piace molto anche il metal e lo speed metal, cose come gli Slayer o i Meshuggah degli anni '90.
Ciemmedi: forse non tutti sanno che, oltretutto, sei un ottimo compositore. Come lavori alla preproduzione dei tuoi album? Componi da solo? Usi molto il computer?
Marco: be', divido equamente il mio tempo componendo e producendo, oltre che allenandomi alla batteria; si tratta di attività che procedono comunque di pari passo: componendo si impara e questo ti obbliga a capire e poi a suonare quello che hai voglia di ascoltare. Sui miei album mi piace seguire innanzitutto il colore - l'album deve avere una certa personalità e una sua aura. Orchids esplora il lato oscuro, Motor è invece il luogo dove l'elettronica incontra l'esperienza acustica. Normalizer era un bizzarro discorso, un'orchestrazione sperimentale... forse il progetto più complicato che, ad oggi, ho realizzato: ho dovuto imparare molti fraseggi del dialogo umano. Broken Orange segue una pista jazz. Volevo proprio scrivere qualcosa di puro, di pulito, per un gruppo jazz di tre elementi. E Mieze è un album che ho realizzato quasi del tutto da solo, a casa mia... è un album rock molto onesto, con qualche piccolo aiuto da parte di Paul Gilbert, che ha suonato in alcuni assoli :-) Registro su Cubase, di solito prima la chitarra e le tastiere; alla fine arrangio tutto e ci sistemo attorno il resto del quadro. Certe volte, invece, comporre diventa una specie di puzzle ... ascolta per esempio Comfortably Homeless o Green Mindbomb: ci troverai un sacco di metrica strana e molto caos.
Ciemmedi: se c'è, qual è il tuo batterista preferito in assoluto? Attenzione, però, non deve essere necessariamente un virtuoso!
Marco: oh, Steward Copeland, John Bonham, Buddy Rich, Vinnie Colaiuta, Terry Bozzio, Chadd Wackerman, Simon
Phillips... solo per fare qualche nome. Avverti la passione in ciascuno di loro.
Ciemmedi: sappiamo che in settembre suonerai con Bozzio e Wackerman in California. Che sensazioni ti dà una cosa del genere?
Marco: è un onore avere l'opportunità di suonare con i miei miti... cosa dire di più? Ci divertiremo e davvero non vedo l'ora di suonare con dei batteristi il cui senso per la musica è così spiccato. Si sa che, con il tempo, suonare la batteria si trasforma pian piano in una sorta di campo di battaglia - chi è il più veloce, chi è il più tecnico... e chi più ne ha più ne metta - ma Terry e Chad vanno oltre questo. Sul palco parleremo a suon di musica; mi sento speranzoso.
Ciemmedi: credo che, durante le tue innumerevoli clinic in giro per il mondo, avrai risposto ad un sacco di domande di vario tipo; forse la nostra sarà un po' ripetitiva ma ci piace scavare negli affari personali di un musicista piuttosto che fare un trattato tecnico del tuo modo di suonare (per il quale rimandiamo i nostri amici ai tuoi siti web ufficiali). Onestamente, cosa senti di poter dare al resto della band quando suoni live e che contributo ti senti di apportare, invece, alla realizzazione di un album di terzi in studio?
Marco: bisogna sviluppare l'atteggiamento giusto per la band con cui stai lavorando, sia in studio che dal vivo. Non serve strasuonare (a meno che non sia il pezzo stesso a richiederlo), si deve mantenere il proprio carattere e... lasciar perdere se la musica non piace :-)
Ciemmedi: dovendo scegliere, strumento per strumento, con quale bassista/chitarrista/tastierista/cantante/percussionista vorresti suonare? Rivelaci il tuo dream team!
Marco: che domanda difficile! Sting sarebbe meraviglioso... Peter Gabriel, Björk: mi piacerebbe lavorare con loro. Mmm, musicisti, sì. Ho incontrato tanti musicisti validi... fammi pensare... oh, suonare con Jeff Beck sarebbe grandioso. E poi con Jimmy Page. Fondamentalmente preferisco le persone che sanno scrivere canzoni piuttosto che i virtuosi.
Ciemmedi: in luglio e settembre 2005 farai delle date con Gianna Nannini la quale in Germania, terra da dove provieni, negli anni Ottanta ha ottenuto un successo strepitoso. Una volta ero a suonare in un club nel nord della Germania e dei ragazzi giovani ci chiesero una cover della Nannini, incredibile! Che valore ha per te, che forse da adolescente la sentivi per radio, suonare adesso con questa nostra icona della musica rock?
Marco: i primi concerti erano divertenti. E' bello lavorarci assieme, la sua visione della musica è senza compromessi: lei sa quello che vuole. E' fantastico suonare cose tipo America o Latin Lover, sono ormai dei classici... al punto che mi piacerebbe avere delle royalties su almeno uno di questi pezzi :-)
Ciemmedi: tu sei un virtuoso del tuo strumento, usi mani e piedi ottenendo figure ritmiche a volte quasi incomprensibili per quanto sono complicate. Come incrementi la tua tecnica? Che rapporto c'è tra l'allenamento fisico e quello mentale?
Marco: ciò che è chiaro nella tua mente diventa automaticamente eseguibile. Mi alleno molto con determinate combinazioni e modelli che richiedono l'uso di tutte le parti del corpo. Troverai molti di questi esempi nel mio libro Interdependence. Il mio obiettivo principale è raggiungere un traguardo nuovo ogni giorno, addentrarmi in territori che non ho ancora esplorato. Questa è la sfida dell'apprendimento, che non deve però essere confusa e portata in automatico nelle mie rock band o nelle composizioni. Ecco perché gli assoli mi riescono bene: c'è l'atteggiamento giusto nel momento giusto!
Ciemmedi: la poliritmia che esprimi è a volte impressionante. Di solito un batterista alle prime armi studia per coordinare i propri arti, nel tuo caso sei andato oltre suonando con un'indipendenza spaventosa. Qual è il miglior approccio per cominciare a sviluppare la propria poliritmia? Immagino c'entri molto la testa, vero?
Marco: suggerirei semplicemente al principiante di tenere sott'occhio la gratificazione, di continuare a suonare la musica che preferisce e vedere se la cosa lo appassiona. Poi c'è la disciplina: tecnica pratica e respirazione per potersi concentrare al meglio sulla complessità della partitura. Non si deve aver paura di usare anche il proprio piede sinistro come uno strumento per fare melodia.
Ciemmedi: le nostre interviste sono sempre state un po' tecniche ed un po' personali, quindi neanche tu puoi sfuggire alla nostra curiosità, che va oltre il Marco Minnemann batterista. A parte suonare e comporre, cosa fai? Hai qualche hobby? Riesci ad avere tempo solo per te stesso?
Marco: una cosa che ritengo importante è avere un po' di libertà. Corro in bicicletta, con i rollerblade, esco con gli amici quando posso. Mi piace molto visitare i Paesi in cui mi trovo quando sono in tour. Credo che più esperienze extra musicali si facciano, più sia possibile tradurle poi in musica.
Ciemmedi: sei sposato? Hai figli?
Marco: sono stato sposato e ho un figlio, Phoenix, che compirà undici anni ad agosto. E adesso sono seriamente innamorato da un bel po' della mia fidanzata parigina, Petra... la cosa si evolverà.
Ciemmedi: cosa vuol dire essere padre per uno che gira il mondo a suonare?
Marco: è difficile, naturalmente! Sono diventato padre a 23 anni e, dal momento che sono così di frequente in tour, mio figlio è cresciuto anche con i nonni. Si comporta bene ed è bravo, ma davvero vorrei stare con lui più spesso.
Ciemmedi: un tuo pregio ed un tuo difetto.
Marco: haha... Bene: mi ritengo molto diretto nel seguire i miei obiettivi e procedo con una certa disciplina per raggiungerli. Ma talvolta dovrei dedicarmi di più al sociale e forse, ogni tanto, sono anche un po' egoista...
Ciemmedi: avremmo ancora tante domande, ma il tempo di un musicista come Minnemann è prezioso! Necessariamente quest'intervista è un po' più tecnica del solito, ma è dovuto al fatto che Minnemann stesso è un po' più tecnico del solito!!! Marco, ti ringraziamo tantissimo per questa intervista, è stato un onore ma soprattutto un piacere averti con noi e conoscere così da vicino un personaggio del tuo calibro. Il web ufficiale di Marco Minnemann è www.marcominnemann.com, on line trroverete foto, news ma soprattutto mp3 da ascoltare, giusto per capire con chi abbiamo a che fare.
Marco: Grazie mille, Giorgio. Se c'è qualcos'altro che ti piacerebbe sapere, ti prego di contattarmi senz'altro. Quest'intervista è stata un vero piacere! Ti auguro il meglio.
Minnemann tour dates 2005
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