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Giampaolo Rosselli (BMG Records)

Ciemmedi ama spaziare nell'ambiente artistico non occupandosi solo di chi fa musica ma anche di chi cura gli altri aspetti strategici del music business. Lavorare nell'ufficio artistico della BMG di sicuro significa essere protagonista di uno di questi aspetti molto importanti del fare .....

..... dischi, del trasformare una band "da cantina" in un gruppo vincente con un singolo in classifica. Giampaolo Rosselli è appunto una di queste persone, uno dei cosiddetti addetti ai lavori... quindi chi meglio di lui per realizzare una intervista/indagine/sondaggio sullo stato di salute della discografia italiana, quale miglior punto di vista (anche autorevole!) su come il mercato musicale si sta evolvendo in Italia! Lo incontriamo in un'ottima trattoria romana e, in compagnia di una buona bottiglia di rosso e qualche bruschetta, cominciamo una piacevole chiacchierata, cercando di farlo ubriacare un po' per scoprire anche il Rosselli appassionato di musica!

Giampaolo Rosselli (accovacciato) assieme a Samuele Bersani e Roberto Guarino in occasione del disco di platino per le 100.000 copie vendute dell' album di Bersani.

Ciemmedi: ciao Giampaolo, prima di tutto grazie per aver dedicato un po' di tempo a noi di Ciemmedi. Averti on line sul nostro magazine è per noi un vanto ed un piacere!
Giampaolo: il piacere è soltanto mio, sto già chiamando gli amici per farli andare sul sito a leggere l'intervista... poi se beviamo un altro po' vi racconto tutta la mia vita e ci scordiamo di parlare di musica... 

Ciemmedi: bene, con un personaggio come te di sicuro avremo di che discutere! Intanto una curiosità immediata:tu suoni qualche strumento?
Giampaolo: yes, ho studiato per 5 anni batteria (rudimenti jazz sul Dante Agostini), poi mi sono spostato al pianoforte moderno (hanon etc) e poi ho iniziato a studiare la chitarra, suonata sempre all'ombra degli altri strumenti. Ho dato un'occhiata anche al sassofono (tenore), ma ho resistito solo due mesi. 
Ciemmedi: come hai cominciato a suonare? Il solito zio ti ha regalato lo strumento e poi non hai più smesso, folgorato dalle note che ne uscivano ?
Giampaolo: no. Intanto tutti gli strumenti che ho me li hanno regalati in famiglia (batteria, piano, organo, basso e chitarre). Tutto è nato dopo un incidente di calcio: mi sono rotto (tanto!) un ginocchio e ho dovuto stare fermo per due anni, e mio fratello (che suonava) mi ha fatto conoscere i Pink Floyd; poi i miei mi hanno regalato una batteria e da lì è nato tutto
Ciemmedi: credo che, come tutti i musicisti, anche tu abbia accarezzato il sogno di viverci, con il tuo strumento, vero? Ed invece ?
Giampaolo: lo accarezzo ancora, ho scelto una chitarra (una normale Stratocaster) e la uso da sempre, è vicina la mio letto, è la cosa che pulisco di più dentro casa. Poi ho cominciato a fare il produttore, ma il palco è un'altra cosa...  

Ciemmedi: per ricoprire l'importante ruolo che hai ora in BMG hai fatto degli studi particolari?
Giampaolo: intanto ho ascoltato sin da piccolo tanta musica e di qualsiasi genere, i cantautori italiani classici e la musica anni '50 o '60 (da Paul Anka ai Beatles, i Rokes, Gianni Meccia), qualsiasi cosa. Ascolto dagli AC/DC a Duke Ellington. Poi ho studiato, come ho detto prima, un po' di musica, l'ho suonata, l'ho autoprodotta a casa con il cubasis e tutti i programmi successivi; poi sono andato all'accademia di critica muisicale, dove in due anni ho studiato giornalismo e critica, musica etnica, produzione, ufficio stampa... insomma, molte cose!, ed ho fatto tantissimi ascolti. Al punto che oggi riesco ad ascoltare allo stesso modo Laura Pausini o gli Iron Maiden senza avere preconcetti. È chiaro che c'è una musica che mi piace di più, ma non fa parte del mio lavoro - solo della mia passione    
Ciemmedi: la BMG e' una major multinazionale. Qual è il vostro rapporto con le etichette indipendenti? Non si capisce bene se possano essere viste da voi come alleate o come un nemico da combattere, ad esempio in Germania ci sono esempi di label minori, vedi GUN Records, che alla fine ha stretto una strategica alleanza con la BMG...
Giampaolo: onestamente i nostri rapporti sono pochi, non li vediamo nè come nemici nè come alleati. Facciamo parte, in questo periodo, di due strategie diverse di lavoro. Il futuro certamente è nell'unione delle forze... penso...

Ciemmedi: concettualmente, come viene "lavorato" un artista, cantautore o band che sia? Quali sono i meccanismi che applicate per decidere quale proposta scegliere tra le centinaia che settimanalmente vi arriveranno, per provare ad investire - se non denaro - per lo meno tempo ed energie? Insomma: esiste una formula vincente ?


Giampaolo:in effetti non c'è una formula precisa e poi ognuno ha i suoi metodi. Prima di tutto l'emozione: se sento un pezzo, o un artista, o una band che mi emoziona, penso che emozionerà anche il pubblico. Sembra facile, ma non è semplice emozionarmi... Poi cerco di capire se quel tipo di prodotto artistico può interessare ad un pubblico possibilmente vasto, il più vasto possibile. L'aspetto principale, però, è che cerco di trovare artisti, che durino negli anni, che scrivano canzoni sempre - continuamente!, artisti in cui si intravede una crescita. Non sempre ci si riesce, ma noi ci proviamo.      
Ciemmedi: non possiamo, ovviamente, non parlarne, proprio con te! L'Italia, ma direi anche l'Europa intera, non sta passando un buon periodo dal punto di vista economico, e questa fase di restrizione si ripercuote inevitabilmente su quello che viene considerato non indispensabile. Evidentemente, conti alla mano, un cd musicale non è reputato tale. Come e quanto influisce nelle vostre decisioni di major/talent scout questa flessione verso il basso delle vendite di cd?
Giampaolo: purtroppo la risposta è molto semplice: meno entrate uguale meno soldi da investire, quindi meno possibilità di emergere per gli artisti giovani o ancora sconosciuti. Prima si potevano fare due o tre dischi e poi capire se l'artista aveva una risposta dal pubblico, adesso o vai bene alla prima o è molto difficile andare avanti.  
Ciemmedi: non pensi che, rispetto agli anni 70/80, attualmente ci sia troppa proposta e poca domanda? Mi spiego: non passa giorno che sui canali televisivi musicali non spuntino nuove proposte, nuove band che appaiono e scompaiono nel giro di pochi mesi. Non pensi che questo overflow di offerta commerciale musicale possa, in qualche modo, ingenerare una sorta di apatia nel consumatore medio ?
Giampaolo:in effetti sì, se parliamo degli anni '70 la prima cosa che mi viene in mente è che in quegli anni si ascoltava la musica,....adesso si sente... c'erano i concerti vissuti come eventi, le persone compravano i dischi e li ascoltavano dal giradischi quasi come un rito, guardando e spulciando la copertina, i crediti.  Adesso la musica è un sottofondo al resto delle cose che si fanno in giornata - si monta in macchina con la musica in radio, poi al lavoro, persino nella Playstationo nella X-Box. Ma diventa tutta uguale, tutto sottofondo. Oggi una canzone ha solo quella funzione, prima aveva la pretesa di cambiare il mondo, c'era più magia...    
Ciemmedi: parole proprio sagge le tue, fanno venire i brividi da quanto corrispondono al vero! E adesso la domanda che facciamo sempre a tutti: se tu non fossi il Giampaolo Rosselli che lavora in BMG, ora come ora cosa, chi saresti ?
Giampaolo: non ne ho idea, ho sempre pensato di lavorare in questo campo. Forse - ma dico seriamente - sarei un barbone, perché non ho mai sopportato la vita normale; o probabilmente avrei una vita normale... che mi porterebbe alla pazzia totale! Non mi ci fate pensare...ma sarei partito dall'Italia e mi sarei nascosto in una montagna del Sudamerica... 
Ciemmedi: dalla tua posizione, quali consigli puoi dare ad una band emergente che abbia voglia di intraprendere la "carriera"? Ci sono degli standard da rispettare, secondo te?
Giampaolo: solamente uno: siate voi stessi, fate musica senza compromessi, abbiate il coraggio di fare solo ciò che volete. Se poi avrete un pubblico che vi ammira e capisce le vostre scelte, avrete vinto; sennò pazienza - ma senza rimpianti!, perché avrete fatto la vostra musica. Non credo alla musica finta, dura un'estate, un anno, invece chi è se stesso rimane!
Ciemmedi: è universalmente riconosciuto (tant'è che ad oggi ci sono un sacco di esempi in merito) che gli anni '80 sono stati un decennio che ha dato molto in termini artistici. Le band dell'epoca hanno fatto storia ed è di ieri sera la fresca esibizione al Festivalbar dei Simple Minds; poi ci sono anche i Duran Duran, figli di quei mitici Japan di David Sylvian che forse pochi conoscono o ricordano, ma dai quali i Duran hanno preso stile musicale ed immagine. Quali sono le tue band preferite dell'epoca ?
Giampaolo: non vorrei sembrare maleducato, ma ho visto da lontano gli anni '80 forse perché ero troppo piccolo e troppo rockettaro per capirli. Sentivo i Duran Duran quando ero "pischello" e adesso non ci riuscirei mai, però Save a Prayer è un pezzone come anche Mad World dei Tears For Fears... li sto riscoprendo con la saggezza di oggi. Ripetimi questa domanda alla prossima intervista e ti giuro che sarò più preparato! Ti posso solo dire che da piccolo, dopo aver sentito Gente della notte di Jovanotti, ho pensato che forse il ragazzo era più intelligente dei dischi che aveva fatto (e che io mi ero comprato)... in qualche modo già pensavo da produttore...!     
Ciemmedi: e delle proposte attuali, chi non butteresti giù dal ponte?
Giampaolo:io sono un buonista: nessuno. Chiunque monti su un palco o faccia dischi lo fa per qualche merito (o magari solo culo o per caparbietà!), ma per fortuna la musica è abbastanza giusta: se te lo meriti rimani, sennò il tuo fuoco brucia subito...
Ciemmedi: che canali deve seguire una band che prepara un demo per arrivare a proporre a una major come la BMG la propria musica?
Giampaolo: deve cercare in qualche modo di far ascoltare il cd all'ufficio artistico. Mandando una confezione particolare che colpisca la curiosità, fingendosi... no, è meglio che non sveli tutti i trucchi!, sennò avrei la fila davanti all'ufficio e i colleghi delle altre case discografiche mi ucciderebbero! Comunque, per farmi ascoltare il demo basta avvertire che nel pacco ci sono generi alimentari come porcini sott'olio, tartufo, vino...!    
Ciemmedi: domanda perfida! Una mattina arrivi al lavoro e ti danno da visionare una band con una cantante bellissima ma artisticamente scarsa, ed una band con una cantante inguardabile ma con un brano perfetto per il momento: come reagisci professionalmente?
Giampaolo: brutta quanto??? Non si può fare niente con il trucco??? Una copertina grafica??? Una voce vera è vera, guarda Aretha Franklyn (ho scritto giusto?!)
Ciemmedi: qual è l'ultimo concerto che sei andato a vedere e quale il prossimo che vedrai?
Giampaolo: Giorgia e Ricky Fantè sabato, domenica la fine di un festival di band romane alla Sapienza di Roma; il prossimo non lo so, vago tutte le notti e poi vedo. Comunque sabato suono io con un gruppo di amici, repertorio acustico: Cat Stevens, John Denver...   
Giemmedi: secondo te perché, a parte rari episodi di dance (Spagna, Alexia) oppure di rock (vedi Elisa), in Italia si tende a non produrre band che cantino in lingua inglese? Non pensi che, se il prodotto è buono e ben fatto, andrebbe seguito in qualche modo, a prescindere?
Giampaolo: non è facile come sembra. Quando fai un certo tipo di musica in inglese vieni messo direttamente a confronto con produzioni che hanno un budget molto più alto del nostro (vedi America o Inghilterra) e malgrado le idee siano a volte migliori, poi la potenza di produzione/promozione ci fa sembrare come i cuginetti poveri...!
Ciemmedi: e anche questa intervista è arrivata alla frutta! Come al solito abbiamo un'ultima  domanda personale da fare alle nostre vittime e tu non puoi tirarti indietro! Vogliamo un pregio ed un difetto di Giampaolo Rosselli!
Giampaolo: il pregio è che sono testardo, il difetto anche. Se voglio una cosa non mi fermo e, dato che a volte riesco ad arrivare ai miei obbiettivi, ci provo sempre anche a costo di rovinare tutto quello che ho intorno... Levateme er vino... (!!!)
Ciemmedi: ok Giampaolo, grazie infinite per il tuo tempo e la tua disponibilità. Quest'intervista è un ottimo spunto, tra una battuta e l'altra, per fare un po' di seria riflessione sul mercato discografico italiano, sui suoi pregi ma anche sui suoi vari difetti. Quello che tutti ci auguriamo è che sempre più persone competenti come te occupino le "poltrone giuste" all'interno delle case discografiche, in modo da evitare che certe proposte artistiche e determinati "prodotti" vengano gestiti sì all'insegna del music business ma anche senza dimenticare che di Arte si parla...
Giampaolo: grazie a voi, resistiamo insieme e ricordiamoci del perché facciamo musica...e il conto chi lo paga??

Nella prima foto, Giampaolo Rosselli (accovacciato) assieme a Samuele Bersani e Roberto Guarino; nella seconda foto all'opera in un club con amici (il mestiere piu' bello del mondo!)

 
 

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