.............. il nome Christian Meyer vi dice qualcosa?!? Basterebbe un excursus minimo nel suo "ruolino di marcia" per capire che abbiamo a che fare con uno dei più quotati batteristi, a livello italiano, europeo ed anche mondiale. Qui in Italia, la "massa" ha avuto il piacere di vederlo ma soprattutto di sentirlo assieme alla band di Elio e le Storie Tese, ed oggi, dopo ricatti di vario tipo (!), lo abbiamo tutto per noi per una breve, ma speriamo efficace, chiacchierata. Buona lettura a tutti!
Ciemmedi: carissimo Christian, intanto buonasera!
Christian: Guten Abend shlagzeuger..........
Ciemmedi: inutile dirti che siamo felici ed orgogliosi di poterti intervistare. Percependo la curiosità degli utenti del nostro web magazine, ti chiediamo subito cosa stai facendo in questo periodo!
Christian: dopo 6 mesi di tour elioso, finalmente mi prendo giorni di riposo in giro per le montagne con la mia montesa da trial... e aspetto che escano dei lavori con i miei gruppi preferiti (Trio Bobo e Drummeria). Ma se il telefono non squilla, sarò costretto a rimanere in giro per le montagne, respirando la tipica aria di incertezza che vive il musicista.
Ciemmedi: sei un batterista molto raffinato, capace di licks e figure ritmiche molto complesse. In passato ho avuto il piacere di vederti in azione molto da vicino e, da batterista, mi sono reso conto di cosa fsei in grado di fare con lo strumento: passi con estrema efficacia dal rock al funk al jazz al latin. Tutta questa tecnica è frutto di quale mole di lavoro?
Christian: ho sempre ammirato i batteristi in grado di gestire con classe i vari generi musicali - per citarne alcuni: De Piscopo, Golino, Colaiuta, Gadd, Weckl, Bandini, Ceccarelli, Gatto, Bissonette, ecc. Io amo andare incontro alle richieste di musicisti che hanno progetti trasversali (funk-rock-jazz-latin-progressive-jungle....): ho ascoltato molta musica diversa e ho cercato di imitare vari batteristi. Mai come ora riconosco la mia incapacità di riuscire a coprire tutti i generi... però penso di cavarmela con un 6+. Ho capito che, per suonare bene un genere, devi lavorare sull'intenzione, sul modo di groovare.
Ciemmedi: prediligi più la concentrazione di uno studio di registrazione o le tensioni e l'adrenalina di un live?
Christian: amo entrambi i mondi. Purtroppo li vivo sempre con tensione. "Riuscirò, oggi, a mettere giù una base con tiro ed idee?" "Riuscirò, questa sera, a fare il concerto suonando senza errori ma con sicurezza estro e comunicatività?" Questi sono i dubbi che mi accompagnano sempre.
Ciemmedi: quali sono le tue origini in senso artistico? Facci un po' una sintesi del tuo passato!
Christian: ho un classico passato da ragazzo normale, mediocre a scuola e con tanta passione per la musica. Pochi i pomeriggi passati ai giardinetti sul muretto con gli amici e tanti passati in cantina, a divertirmi sulla batteria.
Ciemmedi: ti conosco personalmente da tanti anni ormai e ho sempre avuto di te l'impressione di una persona molto seria, sensibile ed educata. Ritieni che questo vada di pari passo con la "grandezza" artistica di un personaggio? Mi spiego: ricordo con piacere il compianto Stefano Cerri, bassista di un'umiltà infinita quanto bravissimo con il suo strumento; pensi che sia un "pregio" comune?
Christian: per fare questo mestiere devi sicuramente avere anche un buon carattere: se sei scontroso e maleducato difficilmente continui. Secondo me rimane importante ricordarsi sempre della polvere mangiata durante la gavetta.
Ciemmedi: quali sono i batteristi tuoi colleghi che più apprezzi? (Ci scusiamo subito con chi dovessimo dimenticare!)
Christian: ultimamente mi piacciono molto Jeff Ballard & Bill Steward e, tra i giovani italiani, Giovanni Giorgi, Mariano Barba, Riccardo Lombardo, Stefano Incani e Puccio Panettieri.
Ciemmedi: il nostro magazine non è orientato al music business ma a dare un po' di voce anche a band che non hanno avuto, magari, la "dritta" giusta, pur avendo molto da dire in senso artistico. Ti assicuro che ce ne sono tante! Cosa ne pensa un professionista come te della situazione discografica in Italia?
Christian: bisogna cercare di andare all'estero a proporre i propri progetti perché, se in Italia fai qualche cosa di bello che non vende, nessuno si accorge di te.
Ciemmedi: nell'arco della tua formazione artistica hai fatto particolare riferimento a qualche musicista? Chi ti ha influenzato di più?
Christian: sono stati i musicisti che sentivo sui dischi di mio padre: Louis Armstrong, Eddie Condon, Benny Goodman, Stan Getz, Miles Davis, Sonny Rollins, Chet Baker... grazie a questi musicisti ho veramente fatto dei viaggi mentali.
Ciemmedi: chiediamo sempre ai nostri intervistati che consiglio darebbero a chi si avvicina alla musica e, nel tuo caso, alla batteria. Qual è il tuo?
Christian: studiate subito, da giovani.......... deciderete poi se suonare per hobby o per professione, ma intanto sarete preparati e validi.
Ciemmedi: ti vedremo presto dal vivo?
Christian: per ora mi vedrete sulle monagne della bella Italia... però tenete d'occhio il mio sito!
Ciemmedi: bene, avremmo ancora mille domande da farti giacché sei una fonte inesauribile di informazioni e curiosità... ma nessuno legge mai fino in fondo le interviste troppo lunghe! Ti strappiamo quindi la promessa di un prossimo incontro. Chi vuole avere maggiori informazioni su Christian Meyer può visitare il sito
www.christianmeyerdrums.com . Grazie per la tua pazienza e a risentirci!
Christian: un'altra intervista....non se ne parla neanche.....io sono una star, non rilascio interviste....parlate con il mio manager...fuori dal mio camerino........ ;-)